Bologna

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Bologna è la prima grande città italiana a diventare Città 30: il progetto si fonda sui nuovi piani della mobilità approvati nel 2019 dopo la consultazione pubblica, viene rilanciato nel 2021 dalla campagna civica Bologna30 e diventa reale con la scelta politico-amministrativa del Sindaco di passare all’attuazione concreta entro il 2023, dopo un percorso di avvicinamento graduale, fatto di comunicazione e ascolto, a questo grande cambiamento della mobilità e dello spazio pubblico della città.

  • Bologna è ufficialmente Città 30

    Bologna Città 30 è anche formalmente realtà, con l’entrata in vigore della nuova regolamentazione dei limiti massimi di velocità sulle strade urbane e la possibilità di sanzionarne il mancato rispetto, mentre si moltiplicano i cantieri in corso per la trasformazione e messa in sicurezza dello spazio stradale e prosegue la campagna di comunicazione pubblica.

  • Premi Future4cities e urban award

    Il 26 ottobre 2023, il piano approvato dal Comune di Bologna, il percorso di accompagnamento curato dalla Fondazione Innovazione Urbana e la campagna civica Bologna30 vincono unitariamente il premio “Future4Cities” – categoria mobilità all’omonimo festival, promosso a Milano da Will media e From: Bologna Città 30 è riconosciuto come il progetto più innovativo del 2023 in Italia nel settore della mobilità. Nella motivazione, la giuria spiega di aver deciso di “premiare le politiche di mobilità di Bologna, perché è la prima grande città italiana a essere diventata una Città 30. Questo significa per noi aver identificato che la mobilità non riguarda solo le auto e che le politiche che a volte sono considerate utopiche possono essere realizzate”.
    Appena ventiquattr’ore prima, il 25 ottobre 2023, il progetto Bologna Città 30 aveva vinto a Genova anche la 7° edizione di Urban Award, il premio promosso da ANCI e Viagginbici per valorizzare le buone pratiche dei Comuni virtuosi nel campo della mobilità: “Bologna ha avuto il giudizio unanime della giuria per la scelta di essere Città 30 su tutta la rete viaria urbana, una scelta coraggiosa e che va nella direzione della sicurezza. La sicurezza si costruisce abbassando il limite di velocità, educando al rispetto reciproco con le sedi stradali condivise e aumentando le ciclabili su sede propria ove possibile”.

     

  • Settimana europea della mobilità

    Dal 16 al 22 settembre 2023 si svolge la Settimana europea della mobilità sostenibile, promossa dal Comune di Bologna e organizzata dalla Fondazione Innovazione Urbana. Tra le iniziative, nel weekend la “Piazza della mobilità” in piazza Maggiore con materiali informativi e gadget sul progetto Bologna Città 30, seguita lunedì da un convegno internazionale per conoscere e dialogare con i rappresentanti di reti europee (Eurocities) e con amministratori e amministratrici di altre città, in particolare la ministra alla mobilità di Bruxelles (Belgio) e il consigliere comunale esperto di mobilità di Graz (Austria), sul tema delle Città 30 e la sicurezza stradale nelle aree urbane.

  • Inizia Bologna Città 30

    L’avvio di Bologna Città 30 è accompagnato da una lettera del Sindaco alle cittadine e ai cittadini bolognesi. In questa fase di transizione fino alla fine dell’anno non sono previste multe, per rendere graduale il cambiamento e permettere un adeguato periodo di informazione e confronto.

     

  • Piano attuativo Bologna Città 30

    Il 13 giugno 2023, come ulteriore tappa del percorso amministrativo, la Giunta comunale approva il “PPTU” piano particolareggiato del traffico urbano ‘Bologna Città 30’, dove vengono fissate anche le tempistiche di implementazione del piano, con le ordinanze stradali che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2024. L’amministrazione decide infatti di non partire subito con le sanzioni legate ai nuovi limiti di velocità, ma di prevedere 6 mesi di transizione nei quali implementare tutta la nuova segnaletica verticale e orizzontale, fare una grande campagna di comunicazione e sensibilizzazione delle persone, informare e ascoltare la cittadinanza tramite un apposito questionario, curato dalla Fondazione Innovazione Urbana.

     

  • Mobilitars – Città 30, la strada è di tutte

    Il 4, 5 e 6 maggio 2023 si tiene a Bologna la terza edizione di “Mobilitars”, il simposio dedicato all’arte della gestione della mobilità urbana, con un programma di panel e workshop che coinvolgono oltre 30 relatori e relatrici, fra accademici, professionisti, tecnici e amministratori. Spiegano gli organizzatori: “Un’edizione sulle Città 30, per rafforzare il dibattito pubblico che finalmente si è aperto anche in Italia su questo progetto, che ha già migliorato la sicurezza stradale e lo spazio pubblico di tante città europee; a Bologna perché, grazie a una scelta coraggiosa dell’amministrazione, sarà la prima grande città italiana a diventare Città 30”.
    Durante questo evento le associazioni della piattaforma “Città 30 Subito” lanciano la proposta di legge nazionale sulle Città 30 anche in Italia, confrontandosi con il Sindaco di Olbia e parlamentari di forze politiche di maggioranza e minoranza.

  • Laboratori di quartiere

    Anche per promuovere la conoscenza delle linee di indirizzo verso il piano Bologna Città 30 e coinvolgere, ascoltare e confrontarsi con la cittadinanza su questo cambiamento, fra novembre e dicembre 2022 il Comune di Bologna promuove, con il coordinamento della Fondazione Innovazione Urbana, i “Laboratori di quartiere”. Agli incontri nei sei quartieri della città partecipano oltre 500 persone, che sono chiamate a esprimere bisogni, proposte e criticità su tutte le politiche amministrative, ma con un focus particolare su Bologna Città 30 e la Missione clima.

  • Delibera di indirizzo

    Il 2 novembre 2022, in attuazione dei piani della mobilità e del traffico e del programma di mandato, la Giunta comunale approva la delibera: “Approvazione delle linee di indirizzo per la realizzazione del piano Bologna Città 30″. Nella delibera viene dato mandato agli uffici di predisporre il piano attuativo e sono esplicitate le diverse macro-componenti previste:

    • “regolazione, mediante la revisione generale dei limiti massimi di velocità in ambito urbano configurando progressivamente l’intera rete locale e residenziale come “zona 30”, rispetto alla quale il limite di velocità di 50 km/h costituisce una eccezione per alcune direttrici stradali;
    • ridisegno delle strade, attraverso la progressiva diffusione di interventi fisici di moderazione del traffico e della velocità e di investimenti per la messa in sicurezza;
    • controlli, per la prevenzione dei comportamenti pericolosi e il rispetto del codice della strada;
    • comunicazione, promozione ed educazione stradale, per sensibilizzare e coinvolgere la comunità”.

     

  • Programma di mandato 2021-2026

    Il 31 gennaio 2022 il Sindaco Matteo Lepore presenta in Consiglio comunale le linee programmatiche per il mandato amministrativo 2021-2026 del Comune di Bologna. Un documento di 36 pagine dal titolo “La Grande Bologna, per non lasciare indietro nessuno”.
    Nel capitolo “Bologna verde e sostenibile”, coerentemente al programma elettorale della coalizione risultata vincitrice alle elezioni amministrative di ottobre 2021, viene affermato come nel corso del mandato: “Promuoveremo l’abbassamento del limite di velocità a 30 chilometri orari nelle varie aree residenziali e strade urbane, limite che diventerà progressivamente la norma nella rete stradale locale e di quartiere, con esclusione della rete stradale interquartiere e di scorrimento che manterrà i limiti di velocità attuali; al contempo adegueremo lo spazio stradale con interventi diffusi di moderazione del traffico e controlleremo che i nuovi limiti siano effettivamente rispettati”.

  • UE Best Mobility Action

    La campagna civica “Bologna30” è premiata dalla Commissione europea come migliore azione per la mobilità sostenibile del 2021, tra oltre 640 candidature arrivate da amministrazioni locali, agenzie, scuole, imprese, campagne e organizzazioni sociali di tutt’Europa. “Bologna 30 è un’iniziativa guidata dai cittadini che raccoglie prove scientifiche, dati, statistiche e migliori prassi da tutta Europa per sensibilizzare sui pericoli del traffico nei centri urbani. L’iniziativa è nel pieno della raccolta di almeno 10.000 firme per far adottare alla città un limite di velocità di 30 km/h”.

  • Campagna Bologna 30

    Il 20 luglio 2021 una rete di oltre 20 organizzazioni e comunità attive in città sui temi dell’ambiente, della mobilità sostenibile, della cultura, del commercio solidale, dell’alimentazione, dei diritti civili e sociali, dell’infanzia e dello sport, lancia la campagna “Bologna30”, accompagnata da una petizione per rendere i 30 km/h la nuova normalità sulle strade cittadine, replicando i casi di successo europei.
    La campagna nasce anche a seguito di un gravissimo incidente avvenuto a fine maggio in via Azzurra, dove una ragazzina in bicicletta viene investita da un automobilista su un attraversamento ciclo-pedonale e lotta per la vita, scuotendo l’opinione pubblica. Nei giorni successivi in Consiglio comunale comincia a farsi strada esplicitamente la proposta di “passare a una città a 30 chilometri orari”, mentre le associazioni ciclistiche e dei diritti di bambini/e promuovono un flash mob per reclamare “zero morti sulle nostre strade e una città dove i bambini e le bambine si possano muovere in sicurezza”.

     

  • Piani emergenziali

    Come risposta alla pandemia da Covid-19, per gestire la mobilità urbana e lo spazio pubblico nella “fase 2” dell’emergenza, il Comune di Bologna, con il supporto della Fondazione Innovazione Urbana, vara quattro piani particolareggiati del traffico urbano: il piano della sicurezza stradale urbana (PSSU), che individua i punti neri su cui intervenire in via prioritaria per la messa in sicurezza delle strade cittadine; il piano delle azioni per l’accessibilità (PAA), che descrive le modalità operative per garantire il migliore livello di accessibilità universale allo spazio pubblico; il piano per la pedonalità emergenziale (PPE), che identifica strategie, azioni sperimentali e possibili luoghi dove creare in città nuovi spazi pedonali davanti alle scuole, nonché destinati al gioco (playground) e alla socialità nella prossimità; il piano della mobilità ciclabile emergenziale (PMCE), che mira ad innalzare subito, con un’infrastrutturazione ciclabile leggera, il grado di competitività della bicicletta, per compensare il minor uso dei trasporti pubblici ed evitare un rimbalzo nell’uso dell’auto privata.

  • Strade aperte a Bologna

    Su iniziativa di un gruppo informale di professionisti/e (urbanisti, architetti e ingegneri) e attivisti/e della mobilità sostenibile, nel contesto della reazione alla pandemia da Covid-19 nasce il manifesto “Strade aperte a Bologna – c’è fame di spazio!”, che diventa anche una petizione rivolta all’amministrazione comunale. Si chiede di progettare e realizzare, attraverso percorsi partecipativi, sperimentazioni d’uso dello spazio pubblico con interventi di urbanismo tattico; nuove piazze pedonali in ogni quartiere; strade residenziali condivise a priorità pedonale; estensione dei T-days tutti i giorni della settimana durante l’estate.

  • Piano generale del traffico urbano

    Il 2 dicembre 2019 il Consiglio comunale di Bologna approva il nuovo “PGTU”, ovvero il piano generale del traffico urbano. L’approvazione definitiva è preceduta da un percorso di oltre un anno di informazione e partecipazione di stakeholders e cittadini, con incontri pubblici, consigli di quartiere aperti agli interventi di associazioni, comitati e singoli cittadini, possibilità per chiunque di presentare osservazioni scritte alla proposta di piano.

    All’interno del PGTU, nel capitolo 5 “Spazio condiviso: le regole per una nuova rete stradale sostenibile e sicura”, è espressamente previsto il progetto della Città 30: “Il Piano fa proprio l’indirizzo del PUMS che propone il superamento del concetto di Zona 30 con conseguente evoluzione dello stesso in Città 30. In buona sostanza, si tratta di invertire il rapporto oggi esistente tra regola ed eccezione nella disciplina dei limiti di velocità in ambito urbano: i 30 km/h diventano la norma nella maglia secondaria (costituita dalle strade di quartiere, interzonali e locali), mentre sono specificamente individuate le strade che devono o possono essere mantenute a 50 km/h. L’obiettivo finale è quello di diminuire la pervasività della presenza dell’automobile negli spazi pubblici urbani, realizzando un ambiente più favorevole alla circolazione pedonale e ciclistica”.

    Nella specifica realtà territoriale di Bologna, il passaggio dalle Zone 30 alla Città 30 è reso possibile e facilitato anche dal percorso che la città ha compiuto negli anni sul tema della moderazione della velocità: a tal punto che, prima del progetto Bologna Città 30, il limite dei 30 km/h riguardava già oltre il 30% delle strade del centro abitato. La prima grande zona 30 risale infatti al 1989, quando un’ordinanza abbassa il limite di velocità nell’intero centro storico, mentre la prima zona 30 vera e propria all’esterno delle mura è datata 2005, in Cirenaica, seguita poi dal moltiplicarsi delle zone 30 in tutti i quartieri della città.

  • Piano urbano della mobilità sostenibile

    Il 27 novembre 2019 il Consiglio della Città Metropolitana di Bologna approva il “PUMS”, ovvero il piano urbano della mobilità sostenibile. Il piano è approvato in via definitiva a seguito di un lungo percorso iniziato tre anni prima, in cui vi erano stati ripetuti momenti di informazione pubblica, confronto con gli stakeholders, possibilità per tutta la cittadinanza di rispondere a un sondaggio sulle priorità e di presentare osservazioni scritte alla proposta di piano.

    All’interno del PUMS, nelle politiche volte ad aumentare la sicurezza e l’uso condiviso dello spazio stradale, è espressamente prevista la Città 30, come linea di indirizzo la cui attuazione è rimessa ai Comuni: “Il PUMS propone il superamento del concetto di ‘Zona 30’ con conseguente evoluzione dello stesso in ‘Città 30’. In particolare, si propone l’adozione diffusa del limite massimo di velocità a 30 km/h sulla rete stradale urbana, in luogo dei 50 km/h che rappresentano il limite massimo consentito dal codice della strada all’interno dei centri abitati e che saranno consentiti solo sulla rete stradale primaria. Tale misura dovrà essere accompagnata da interventi diffusi di moderazione del traffico e risistemazione infrastrutturale a beneficio della condivisione dello spazio stradale”.

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