Ma le corsie ciclabili disegnate su strada e quelle “controsenso” non sono pericolose?

No. Le corsie ciclabili, semplici e per doppio senso ciclabile, sono strumenti nuovi introdotti nel codice della strada solo dal 2020, per cui è comprensibile che possano essere ancora poco compresi o ritenuti pericolosi. In realtà, tutte le analoghe esperienze europee e i dati concreti sull’applicazione a Bologna consentono di affermare che la sicurezza non solo non peggiora, ma anzi migliora.

Le corsie ciclabili si basano sul principio della condivisione della strada, che funziona in modo sicuro soprattutto se c’è una bassa differenza di velocità tra i veicoli a motore e le biciclette: per questo la loro applicazione è particolarmente agevolata dal limite massimo di 30 km/h.

Le corsie ciclabili aumentano la sicurezza perché segnalano uno spazio dedicato alla circolazione delle biciclette nella strada, in modo che possa essere ben visibile, riconoscibile e rispettato anche dalle persone alla guida delle auto.

Si trovano sul lato destro della carreggiata, dove comunque le biciclette passerebbero in modo naturale e sono tenute a stare in base al codice della strada: perciò, dando evidenza a quella fascia, le corsie ciclabili non possono certo peggiorare la sicurezza rispetto a una situazione precedente, priva di ogni segnaletica, in cui le bici transitavano comunque lì.

Certo, sono realizzate in semplice segnaletica orizzontale, ma questo a pensarci vale anche per le strisce pedonali, la linea di mezzeria, ecc.: l’eventuale insicurezza dipende dalla loro violazione (transito o sosta sopra la ciclabile o mancata precedenza sulle strisce, ad esempio), non certo dal fatto in sé che siano semplici strisce per terra.

Anche le corsie in senso opposto a quello unico degli altri veicoli (il cosiddetto “doppio senso ciclabile”), aumentano la sicurezza: rendono palese il percorso destinato alle bici, favoriscono il contatto visivo diretto tra ciclista e automobilista, riducono l’ampiezza della carreggiata abbassando così la velocità.

Nell’esperienza reale a Bologna, i dati sull’incidentalità evidenziano che la sicurezza è cresciuta: nelle strade dove sono state realizzate queste corsie (ad esempio via Saragozza e via Guerrazzi), a fronte di una forte crescita del numero di ciclisti, gli incidenti con bici coinvolte sono diminuiti o restati uguali, non aumentati.

 

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