A parte i controlli, come farete a far rispettare il limite di 30 km/h?

Le esperienze europee indicano che il successo di un programma di Città 30 e il rispetto del nuovo limite di velocità di 30 km/h dipendono da un insieme di fattori:

  1. la sensibilizzazione e la partecipazione civica delle persone al cambiamento
  2. la modifica della segnaletica e dell’infrastruttura stradale, ove possibile o necessario
  3. l’applicazione della regola mediante i controlli e le sanzioni.

Regole, controlli, riprogettazione delle strade, comunicazione ed educazione: nessuna di queste soluzioni da sola funziona, motivo per cui anche il progetto Bologna Città 30 le comprende tutte, in una visione complessiva, combinandole in modo equilibrato.

Abbiamo scelto di partire dall’aspetto culturale: già a giugno 2023 è stata lanciata una campagna di comunicazione per informare e sensibilizzare tutta la comunità, spiegando e preparando l’arrivo di questo cambiamento. Abbiamo anche ascoltato la città, con strumenti come i laboratori di quartiere e soprattutto il questionario che ha visto partecipare quasi 20.000 bolognesi. Abbiamo infine ingaggiato e abilitato le persone interessate a sostenere il progetto, costituendo gruppi di quartiere di ambasciatori e ambasciatrici della Città 30.

Nel frattempo, abbiamo cominciato a installare tutta la nuova segnaletica stradale chiara e adeguata al nuovo limite di velocità e avviato i primi progetti di modifica dello spazio pubblico nei quartieri per moderare il traffico e la velocità. Il Comune sta infatti realizzando diversi interventi fisici che incoraggiano a rispettare i 30 km/h (strade e corsie veicolari più strette, dossi rallentatori, attraversamenti rialzati e altre migliorie), e che danno spazio a tutti gli utenti della strada (marciapiedi più larghi, nuove piste e corsie ciclabili).

Solo per ultimi sono stati messi in campo i controlli e le sanzioni per il rispetto del nuovo limite di velocità da parte della Polizia Locale: all’inizio senza fare multe, per un periodo transitorio durato 6 mesi a scopo informativo e preventivo; poi, anche con strumenti sia dissuasivi sia sanzionatori, che prevedono in ogni caso la presenza fisica delle pattuglie e cartelli di preavviso.

 

Leggi anche: La Città 30 è solo un modo per multare di più e “fare cassa”? | Come cambierà nel concreto lo spazio pubblico nel mio quartiere?

Condividi